Diapositive e trascrizione
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Questa è la continuazione dell’algoritmo per la psicofarmacologia del DPTS. In questa sezione discuteremo cosa fare quando un paziente è stato trattato con un SSRI e presenta sintomi psicotici correlati al DPTS.
Riferimenti bibliografici:
- David Osser, M.D.
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Riproponiamo il diagramma di flusso, con una freccia blu che indica il punto in cui ci troviamo nell’algoritmo. Il paziente ha ricevuto un ciclo adeguato di SSRI e la risposta è stata assente o parziale, con la presenza di psicosi. Includiamo la psicosi in questo punto perché i sintomi psicotici correlati al DPTS potrebbero rispondere all’SSRI, ma in caso di mancata risposta, indicheremo l’approccio che riteniamo più appropriato.
Riferimenti bibliografici:
- Bajor, L. A., Balsara, C., & Osser, D. N. (2025). Posttraumatic stress disorder psychopharmacology algorithm update—2024-2025. Psychiatry and Clinical Psychopharmacology, 35, 135–140. https://doi.org/10.5152/pcp.2025.241041
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Prima di procedere, vorrei fornire alcuni esempi di sintomi psicotici correlati al DPTS descritti in letteratura. Il gruppo di Yale, in particolare sotto la guida di Mark Hamner, si è dedicato con grande interesse a questo sottogruppo di pazienti con DPTS e psicosi. Tra gli esempi troviamo allucinazioni uditive, come il sentire soldati che urlano. Si pensi, ad esempio, a chi ha avuto il compito di raccogliere i corpi o i resti di soldati caduti in Afghanistan, riporli in sacchi e trasportarli alla base, mentre altri soldati ancora vivi urlavano di dolore e i commilitoni cercavano di soccorrerli. Questo è il tipo di esperienza traumatica che si può vivere in un contesto bellico.
Riferimenti bibliografici:
- Hamner, M. B., Frueh, B. C., Ulmer, H. G., Huber, M. G., Twomey, T. J., Tyson, C., & Arana, G. W. (2000). Psychotic features in chronic posttraumatic stress disorder and schizophrenia: Comparative severity. The Journal of Nervous and Mental Disease, 188(4), 217–221. https://doi.org/10.1097/00005053-200004000-00004
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Un altro esempio riguarda chi ha subito un’aggressione come evento traumatico e può presentare allucinazioni visive, simili a flashback in cui l’aggressore sembra sul punto di attaccare di nuovo. Possono comparire anche deliri non bizzarri, strettamente legati al trauma, che riguardano situazioni di pericolo realistiche. Di solito, i deliri bizzarri sono associati ai disturbi psicotici primari. Possono essere presenti deliri paranoici, ma in genere non si accompagnano ad appiattimento affettivo o pensiero disorganizzato, caratteristici della schizofrenia.
Riferimenti bibliografici:
- Hamner, M. B., Frueh, B. C., Ulmer, H. G., Huber, M. G., Twomey, T. J., Tyson, C., & Arana, G. W. (2000). Psychotic features in chronic posttraumatic stress disorder and schizophrenia: Comparative severity. The Journal of Nervous and Mental Disease, 188(4), 217–221. https://doi.org/10.1097/00005053-200004000-00004
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Quali studi abbiamo a disposizione per questa condizione? Le prove migliori riguardano il risperidone, con un report in aperto del Dr. Hamner e un altro di Rothbaum e colleghi.
Riferimenti bibliografici:
- Hamner, M. B., Faldowski, R. A., Ulmer, H. G., Frueh, B. C., Huber, M. G., & Arana, G. W. (2003). Adjunctive risperidone treatment in post-traumatic stress disorder: A preliminary controlled trial of effects on comorbid psychotic symptoms. International Clinical Psychopharmacology, 18(1), 1–8. https://doi.org/10.1097/00004850-200301000-00001
- Rothbaum, B. O., Killeen, T. K., Davidson, J. R., Brady, K. T., Connor, K. M., & Heekin, M. H. (2008). Placebo-controlled trial of risperidone augmentation for selective serotonin reuptake inhibitor-resistant civilian posttraumatic stress disorder. The Journal of Clinical Psychiatry, 69(4), 520-525. https://doi.org/10.4088/jcp.v69n0402
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Per la quetiapina esistono dati da studi in aperto. Uno studio di Villarreal del 2016 ha evidenziato un miglioramento significativo dei sintomi globali del DPTS, in particolare nei cluster del rivivere e dell’iperattivazione, nonché della depressione e dell’ansia, con un effetto positivo anche sui sintomi psicotici positivi, ma non su quelli negativi. Si tratta di uno studio positivo, ma la popolazione era eterogenea: alcuni partecipanti presentavano sintomi psicotici positivi e altri no. Non è quindi possibile stabilire se i miglioramenti abbiano riguardato esclusivamente i pazienti con psicosi. In ogni caso, la quetiapina presenta prove ragionevoli a supporto del suo utilizzo. Villarreal ha anche fornito dati in monoterapia: il dosaggio iniziale era di 25 mg, con possibilità di arrivare fino a 800 mg.
Riferimenti bibliografici:
- Villarreal, G., Hamner, M. B., Cañive, J. M., Robert, S., Calais, L. A., Durklaski, V., Zhai, Y., & Qualls, C. (2016). Efficacy of quetiapine monotherapy in posttraumatic stress disorder: A randomized, placebo-controlled trial. The American Journal of Psychiatry, 173(12), 1205-1212. https://doi.org/10.1176/appi.ajp.2016.15070967
- Villarreal, G., Hamner, M. B., Qualls, C., & Cañive, J. M. (2018). Characterizing the effects of quetiapine in military post-traumatic stress disorder. Psychopharmacology Bulletin, 48(2), 8-17. https://doi.org/10.64719/pb.4561
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La quetiapina esercita inoltre effetti unici sui recettori della dopamina, della serotonina, della norepinefrina, sul neuropeptide Y e sul CRH, il che potrebbe spiegare i benefici nel DPTS. L’antagonismo alfa-1 può contribuire a migliorare i disturbi del sonno e gli incubi. La quetiapina rappresenta quindi senza dubbio un trattamento per il DPTS, e potenzialmente anche per i sintomi psicotici.
Riferimenti bibliografici:
- Villarreal, G., Hamner, M. B., Cañive, J. M., Robert, S., Calais, L. A., Durklaski, V., Zhai, Y., & Qualls, C. (2016). Efficacy of quetiapine monotherapy in posttraumatic stress disorder: A randomized, placebo-controlled trial. The American Journal of Psychiatry, 173(12), 1205-1212. https://doi.org/10.1176/appi.ajp.2016.15070967
- Villarreal, G., Hamner, M. B., Qualls, C., & Cañive, J. M. (2018). Characterizing the effects of quetiapine in military post-traumatic stress disorder. Psychopharmacology Bulletin, 48(2), 8-17. https://doi.org/10.64719/pb.4561
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E l’aripiprazolo? Le prove per risperidone e quetiapina sono più solide, ma in generale l’aripiprazolo presenta meno effetti collaterali rispetto a questi due farmaci. Quali evidenze abbiamo sull’aripiprazolo per la psicosi nel DPTS? Disponiamo di una revisione retrospettiva di cartelle cliniche in cui il farmaco, aggiunto come terapia aggiuntiva, ha migliorato i cluster del DPTS e la gravità della depressione. Gli altri farmaci sono stati mantenuti costanti; l’aripiprazolo è stato avviato a 2-5 mg, titolato fino a una media di 12,4 mg al termine dello studio, con miglioramenti in alcune scale di valutazione.
Riferimenti bibliografici:
- Richardson, J. D., Fikretoglu, D., Liu, A., & McIntosh, D. (2011). Aripiprazole augmentation in the treatment of military-related PTSD with major depression: a retrospective chart review. BMC Psychiatry, 11, 86. https://doi.org/10.1186/1471-244X-11-86
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Esiste anche un RCT sull’aripiprazolo per il DPTS, condotto su soli 16 pazienti. Cosa ha mostrato? Un miglioramento non significativo dei sintomi del DPTS, della depressione e della psicosi con aripiprazolo aggiuntivo per otto settimane in questo trial controllato con placebo.
Riferimenti bibliografici:
- Naylor, J. C., Kilts, J. D., Bradford, D. W., Strauss, J. L., Capehart, B. P., Szabo, S. T., Smith, K. D., Dunn, C. E., Conner, K. M., Davidson, J. R., Wagner, H. R., Hamer, R. M., & Marx, C. E. (2015). A pilot randomized placebo-controlled trial of adjunctive aripiprazole for chronic PTSD in US military Veterans resistant to antidepressant treatment. International Clinical Psychopharmacology, 30(3), 167–174. https://doi.org/10.1097/YIC.0000000000000061
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Considerando tutti questi studi, l’aripiprazolo risulta una scelta possibile, con il vantaggio di un profilo di effetti collaterali più favorevole. Cosa possiamo concludere? In questi studi, la monoterapia con aripiprazolo si è dimostrata efficace nel DPTS e nella depressione comorbida in alcuni veterani.
Riferimenti bibliografici:
- Richardson, J. D., Fikretoglu, D., Liu, A., & McIntosh, D. (2011). Aripiprazole augmentation in the treatment of military-related PTSD with major depression: a retrospective chart review. BMC Psychiatry, 11, 86. https://doi.org/10.1186/1471-244X-11-86
- Naylor, J. C., Kilts, J. D., Bradford, D. W., Strauss, J. L., Capehart, B. P., Szabo, S. T., Smith, K. D., Dunn, C. E., Conner, K. M., Davidson, J. R., Wagner, H. R., Hamer, R. M., & Marx, C. E. (2015). A pilot randomized placebo-controlled trial of adjunctive aripiprazole for chronic PTSD in US military Veterans resistant to antidepressant treatment. International Clinical Psychopharmacology, 30(3), 167–174. https://doi.org/10.1097/YIC.0000000000000061
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Naylor ha condotto uno studio in monoterapia, con una dose iniziale di 5 mg e una dose media finale di 10 mg all’ottava settimana. Il farmaco è stato ben tollerato, con una riduzione dell’intensità e della frequenza degli effetti collaterali nel tempo; l’acatisia è risultata quella più rilevante. Il miglioramento nel DPTS, tuttavia, non è stato statisticamente significativo.
Riferimenti bibliografici:
- Naylor, J. C., Kilts, J. D., Bradford, D. W., Strauss, J. L., Capehart, B. P., Szabo, S. T., Smith, K. D., Dunn, C. E., Conner, K. M., Davidson, J. R., Wagner, H. R., Hamer, R. M., & Marx, C. E. (2015). A pilot randomized placebo-controlled trial of adjunctive aripiprazole for chronic PTSD in US military Veterans resistant to antidepressant treatment. International Clinical Psychopharmacology, 30(3), 167–174. https://doi.org/10.1097/YIC.0000000000000061
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Youssef ha condotto un altro studio in monoterapia con dosaggio flessibile tra 5 e 30 mg. Gli effetti collaterali includevano aumento di peso, difficoltà di concentrazione, acatisia, nausea e sensazione di intorpidimento e formicolio. Si è osservato però un miglioramento significativo nei punteggi totali della CAPS, una scala per il DPTS, in particolare nel cluster B, e la PANSS è migliorata in tutte e tre le sottoscale. Si è trattato quindi di uno studio sostanzialmente positivo per il DPTS, con un miglioramento dei sintomi psicotici misurati dalla PANSS in tutte e tre le sottoscale.
Riferimenti bibliografici:
- Youssef, N. A., Marx, C. E., Bradford, D. W., Zinn, S., Hertzberg, M. A., Kilts, J. D., Naylor, J. C., Butterfield, M. I., & Strauss, J. L. (2012). An open-label pilot study of aripiprazole for male and female veterans with chronic post-traumatic stress disorder who respond suboptimally to antidepressants. International Clinical Psychopharmacology, 27(4), 191–196. https://doi.org/10.1097/YIC.0b013e328352ef4e
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In conclusione, i punti chiave di questa sezione: alcuni pazienti con DPTS presentano sintomi psicotici, che per definizione sono correlati agli eventi traumatici. È necessario escludere un disturbo psicotico primario e trattarlo con l’algoritmo appropriato. In presenza di psicosi, questa può talvolta regredire con un SSRI; in caso contrario, si raccomanda l’aggiunta di un antipsicotico.
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Il risperidone presenta le prove più solide, con un RCT chiaramente positivo focalizzato esclusivamente su questa sottopopolazione. La quetiapina ha un RCT su una popolazione più eterogenea. L’aripiprazolo presenta meno effetti collaterali e sembra essere efficace, pertanto lo consideriamo il primo antipsicotico da provare in questo punto dell’algoritmo.
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